Psicologa Psicoterapeuta a Parabiago, Nerviano e Gorla Maggiore

Terapia di coppia

La terapia di coppia secondo l’approccio sistemico si configura come un percorso che permetta alla coppia in crisi di raggiungere una nuova stabilità all’interno del proprio sistema.

Funzione principale della terapia è quella di condurre la coppia allo sviluppo o al ripristino di una prospettiva e di uno spazio mentale che includa non solo i propri bisogni, ma anche quelli dell’altro e soprattutto quelli della relazione.

 

L’obiettivo della terapia di coppia non è diverso da quello di una terapia con la famiglia o con l’individuo: il terapeuta non impone un cambiamento nella relazione, ma formula ipotesi che permettano di esplicitare le premesse e le convinzioni dei due partner, cercando di comprendere il processo che abbia condotto all’empasse relazionale.

Non si vuole andare necessariamente verso una “riparazione”, quanto piuttosto andare alla ricerca di senso, ricostruendo storie, attraverso l’attivazione di potenzialità e di risorse.

 

Il lavoro terapeutico con la coppia in crisi si snoda attraverso alcune fasi.

Una prima fase del percorso, che può comprendere uno o due colloqui, è dedicata ad un’iniziale consultazione con la coppia, avente un duplice scopo: raccogliere in modo approfondito informazioni che permettano di formulare ipotesi sulle ragioni relazionali della crisi; stabilire una sorta di contratto che chiarisca gli scopi e le modalità dell’eventuale percorso terapeutico che andrà a seguire.

La fase di consultazione si conclude con una restituzione da parte del terapeuta in cui venga ripercorsa la posizione di ciascuno dei due partner, per poi procedere ad una eventuale proposta di terapia di coppia, chiarendo che il lavoro che si andrà a fare non è di carattere riparativo, con il terapeuta nel ruolo di chi detiene una “verità normativa”, bensì un percorso orientato alla ricerca di senso, in cui veri protagonisti saranno i due coniugi e la loro relazione. La coppia è quindi messa in posizione attiva e le viene conferita la responsabilità del percorso che si accinge ad intraprendere.

Se tale proposta viene accolta, il lavoro terapeutico prosegue snodandosi attraverso successive fasi che permetteranno di andare a toccare il passato della coppia e degli individui che ne fanno parte, alla ricerca delle origini della crisi, per poi tornare ad osservare il presente della relazione ed aprirsi quindi al futuro, cercando di costruire nuovi scenari possibili.

 

Se la coppia accetta la proposta del terapeuta, il lavoro procede attraverso un allargamento del campo di osservazione.

Uno dei temi che viene toccato è quello relativo alla storia della famiglia d’origine di ciascuno dei due partner, cui si era già accennato nella fase di consultazione, ma che viene qui ripercorso in modo più approfondito. Ciò consente di cogliere la posizione che ciascun partner ha assunto al suo interno, così da poter costruire ipotesi circa le idee, le premesse, le aspettative circa il modello di organizzazione della relazione portato nella coppia.

All’allargamento del contesto segue la fase di ristrutturazione di coppia, in cui il sistema terapeutico giunge ad una nuova narrazione della storia di coppia.

L’ultima fase della terapia è quella della sua chiusura. La terapia può concludersi in vario modo: la coppia può giungere a costruire una nuova modalità relazionale, può decidere di proseguire come ha fatto finora, senza cambiare nulla o, ancora, può avviare un processo di separazione. E’ possibile, infine, che il terapeuta proponga ad uno o ad entrambi i partner di intraprendere un percorso individuale.

 

Quanto può durare una terapia di coppia?

Non è facile stabilirlo a priori, proprio perché si tratta di un percorso “con “ la coppia, che vede i due partner protagonisti e non di un percorso “sulla” coppia con il terapeuta nel ruolo di esperto, detentore di una verità normativa.

Come per la terapia individuale o familiare, anche per la terapia di coppia la durata e la frequenza possono dipendere da molti fattori, che vanno discussi insieme nei primi colloqui preliminari, durante i quali vengono tenute in considerazione tutte le variabili delle persone e del contesto.

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